Difficili condizioni per il piacere di veleggiare
La giornata odierna ha offerto ai velisti ed allo
sparuto pubblico presente tanto autentico piacere. E mentre i
concorrenti se la sono spassata partecipando ad una gara davvero
"maschia", il pubblico ha potuto assistere a varie interessanti
situazioni e, qua e là, a qualche errore dei concorrenti in gara.
Le regate, dal punto di vista del risultato, sono state molto più
prevedibili di quelle di ieri perché, in primo luogo, ha fatto la
differenza l'abilità nel governare le barche, mentre le difficili
condizioni di gara hanno testato il grado di preparazione degli
equipaggi ad inizio stagione. Le attività di "boat handling"
odierne potrebbero distinguersi in alcune tipologie. Dopo la
partenza, è stato fondamentale tenere il corso e la velocità della
barca, il che è dipeso dal carico sulla randa. Siccome le
condizioni erano al limite della riduzione della superficie velica,
oltre alla tensione del sartiame ed alla curvatura dell'albero, la
cosa più importante era la sincronizzazione tra vele anteriori e la
randa, in modo tale che questa risultasse il meno possibile
afflosciata. Le barche di maggior stazza, in grado di tenere il
vento, hanno avuto il compito più facile, mentre quelle più leggere
o con maggiore superficie velica hanno dovuto faticare per
mantenere il corretto equilibrio. Quanto fosse importante
bilanciare il timone prima possibile e ridurre la deriva è
risultato evidente in occasione dei repentini cambiamenti di corso.
Alcune imbarcazioni avrebbero potuto veleggiare più velocemente e
facilmente se i loro equipaggi avessero deciso di ridurre la
superficie velica, in particolare nella seconda regata. Il
superamento delle boe e le manovre con lo spinnaker sono stati
classici esempi del modo in cui gli equipaggi ben affiatati
accumulano vantaggi incolmabili sui concorrenti.
All'inizio della giornata il lato sinistro era leggermente favorito, mentre i margini del percorso godevano di un po' meno corrente, e chi s'è trovato sopravento ne è stato svantaggiato. A mattino inoltrato le Pakleni otoci sembravano un'opzione tattica meno conveniente .
L'equipaggio di Sebenico a bordo della "Angela X" se l'è cavata bene, al contrario dell'equipaggio d'Abbazia, capitanato da Frano Barbieri, che non ha saputo affrontare nel modo giusto la situazione. Ed abbiamo anche assistito ad alcune belle orzate della più piccola delle imbarcazioni in gara, la "Be First". Di contro, l'equipaggio della "Mareusa" s'è comportato benissimo e, controllando ottimamente l'imbarcazione, ha dominato su tutte le altre Beneteau 40.7.
Darko Hajdinjak ha compiuto alcuni errori di valutazione in prossimità delle boe di sopravento, che sono costati a lui ed al suo equipaggio, oltre che il risultato, anche un bel po' di nervi. Le maggiori imbarcazioni hanno offerto meno spettacolo. La "Teuta", in condizioni favorevoli, ha veleggiato davvero bene, ma nella terza gara il fiocco è uscito dal grativo. Gli esperti velisti a bordo della "Branka", nelle condizioni in cui s'è svolta la regata, non sono riusciti a battersi alla pari con la concorrenza; "Polet", invece, è stata una piacevole sorpresa: più la giornata volgeva al termine, più veleggiava bene. "Gringo", grazie all'ottimo lavoro del suo equipaggio, ha soddisfatto le attese. Le maggiori emozioni ce le ha regalate proprio il suo duello con "Johnatan RR", barca gemella di Pola.
"Quabremar" e "X-Cite" hanno veleggiato con qualche oscillazione. Gli slovacchi un po' meglio, a dire il vero, ed in tempo corretto, grazie alla loro costante buona condotta di gara, si sono meritatamente aggiudicati la prima parte della regata, e l'equipaggio di Rameša, con mezzo punto di vantaggio, s'è piazzata in finale.
La qualità degli equipaggi oggi ha fatto la differenza. È prevedibile che la finale di domani, sulle medesime barche ed in condizioni simili, sarà particolarmente eccitante.




